Madonna del Monte – Come tramandare un’emozione

Una tradizione persa nel tempo

Madonna del Monte. Marta, provincia di Viterbo. 14 Maggio di ogni anno. Un paese in festa.

La nascita della tradizione legata alla Madonna del Monte si perde nel tempo e nella leggenda. Per alcuni studiosi e antropologi questa festa affonda le sue radici addirittura nel paganesimo; successivamente fu assorbita dal Cristianesimo che ne cambiò le modalità. In epoca arcaica si usava di fatto omaggiare le antiche divinità di Feronia e Maia con ricchi mercati, doni e celebrazioni volte a favorire prosperità e fertilità della terra. Il primo atto ufficiale che ne parla è custodito presso l’Archivio Storico di Marta ed è risalente ad un verbale del 1557 (sito ufficiale della festa). 

La festa delle “passate” è una celebrazione che vede sfilare 4 categorie – Casenghi, Bifolchi, Villani e Pescatori con partenza dal lungolago e con arrivo alla Chiesa della Madonna del Monte. Ogni categoria – che semplificando rappresenta un mestiere – allestisce un carro con i prodotti tipici della propria professione. I pescatori, ad esempio, costruiscono delle barche con all’interno pesce fresco che viene offerto poi in dono alla Madonna al termine del tragitto; i villani, categoria più numerosa, addobba i propri carri con spighe, fagioli, verdura. I casenghi sfilano a cavallo mentre i bifolchi insieme al bestiame. 

“Evviva Maria! Sia lodato il Santissimo Sacramento! Evviva la Madonna Santissima del Monte! Evviva Gesù e Maria!”

La festa si celebra esclusivamente il 14 Maggio ed ha ufficialmente inizio all’alba (verso le 4:30) con il passaggio del Tamburino che – accompagnato dai palii delle 4 categorie, dai loro rappresentanti (i Signori di Categoria) e dai Passanti – indica alla popolazione l’inizio della giornata con la sua “sveglia” a suon di tamburo. Ci si raduna quindi verso le 9:30 per partire, attraversando il paese, alla volta del Santuario della Madonna del Monte. Una volta giunti all’arrivo e lasciato tutti i carri sul parcheggio antistante, ogni categoria dovrà passare per 3 volte all’interno della Chiesa lasciando alcuni doni alla base dell’altare. L’intera giornata è scandita ripetutamente dal lancio di petali di maggio, da canti religiosi e dal grido “Evviva Maria! Sia lodato il Santissimo Sacramento! Evviva la Madonna Santissima del Monte! Evviva Gesù e Maria!”.

L’importanza del tramandare

Se vuoi davvero raccontare fotograficamente eventi come questi devi immergerti nelle loro emozioni, nel loro credo, capirne le dinamiche per poi sentirti parte di un racconto. Il loro racconto. Ci vogliono anni ed io sono solamente all’inizio, ma è indubbio che sia un privilegio.

Parlando della festa delle Passate con un martano, si percepisce quel forte legame che accompagna da secoli tradizione/religione/folklore e la comunità che vive in questo piccolo paese sulle rive del lago di Bolsena. Si inizia a preparare tutto con un mese di anticipo, tra riunioni e nottate trascorse in amicizia a costruire il prossimo carro da portare in mostra, tra un bicchiere di vino e una pizza. Ed è proprio grazie a queste serate che ci si rivede, si trascorre del tempo insieme (cosa difficile da fare quando si hanno famiglia, lavoro e impegni quotidiani). Tramandare ai più piccoli, condividere e portare avanti una tradizione ormai secolare. Una comunità non può prescindere dalle proprie tradizione, tradirle appunto sarebbe come scomparire. 

Come per la serie dedicata a San Lanno (che troverete qui), ecco le mie fotografie, l’unico modo che conosco per ringraziare tutte le persone che mi hanno accolto.