Cristo Morto – La processione di Orte

Nel Venerdì Santo che precede la Santa Pasqua, a Orte si svolge la meravigliosa Processione del Cristo Morto. Questo rito pasquale, che giunge a noi – quasi immutato – dal XIII sec., non ha radici folcloristiche o tradizionali, ma rappresenta un vero e proprio momento di preghiera e raccoglimento per l’intera comunità cristiana. Dal 1627 il suo percorso e la sua conformazione è rimasta immutata.

Questa processione accompagna il Cristo alla sepoltura in attesa della sua Resurrezione. In questo corteo funebre possiamo ammirare 2 strutture portate a spalla: la prima presenta la Madonna Addolorata vestita a lutto, mentre la seconda la bara del Cristo Morto. Agli albori della processione in realtà non venivano portati in processione questi due baldacchini ma solo l’immagine della Madonna Addolorata. Alla morte del Vescovo Fabbriani, intorno al 1630, si apportano le modifiche che possiamo ritrovare nella ritualità attuale.

Come si svolge la processione

La processione del Cristo Morto si articola in un ordine scandito da rituali secolari. A dar vita a questa straordinaria funzione religiosa troviamo 8 confraternite che sfilano al buio per i vicoli della città, illuminati solo da torce a fiamma viva.

Per avere tutte le informazioni storiche vi rimando al sito ufficiale delle Confraternite Riunite di Orte.

La mia esperienza fotografica

Per chi non mi conoscesse sono un fotografo documentarista.

Porto avanti ormai da anni un progetto di documentazione dedicato ai riti e alle tradizioni popolari (qui potrete trovare un esempio). Ho fotografato per la prima volta la Processione del Cristo Morto di Orte nel 2019 e fin dalla prima occasione mi sono trovato a documentare un qualcosa di speciale.

Poi, come sappiamo, lo stop dovuto alla pandemia ha stoppato qualsiasi evento/manifestazione; finalmente nel 2022 sono tornato a Orte e ho potuto riprendere quel filo lasciato in sospeso 3 anni fa, documentando la voglia di riprendersi spazi, riti e tradizioni.

Queste le mie fotografie, che spero rendano giustizia allo sforzo e all’attaccamento di queste comunità alle loro radici.